Roberto Sebastián Antonio Matta Echaurren nasce a Santiago del Cile nel 1911 dove studia architettura. Nel 1934 si reca a Parigi per lavorare come apprendista nello studio dell’architetto Le Corbusier. Incontra Salvador Dalí e André Breton e abbandona l’atelier di Le Corbusier per aderire al movimento surrealista. Nel 1939 si ritrova a New York con André Breton, Max Ernst, Yves Tanguy e tutto il gruppo surrealista.

Durante gli anni '40 la pittura di Matta anticipa molte innovazioni dell’Espressionismo astratto, influenzando diversi artisti della cosiddetta Scuola di New York, in particolare Gorky e Motherwell, Nel 1948 rompe con i surrealisti e ritorna in Europa, stabilendosi a Roma nel 1953. Alla fine degli anni '50 Matta è un artista di fama internazionale, con opere esposte in importanti musei di Londra, New York, Venezia, Chicago, Roma, Washington e Parigi.

A metà degli anni '60 inizia una collaborazione con Dino Gavina che porterà alla realizzazione di pezzi diventati iconici nel mondo del design quali Malitte (1966) e per la collezione Ultramobile (1971) Margarita, Sacco Alato e MAgriTTA. Tra le sue mostre più importanti le retrospettive tenute al Museum of Modern Art di New York nel 1957 e al Centre Pompidou a Parigi nel 1985.

Paradisoterrestre Exhibition - Roberto Matta

Marchio storico del design italiano, pensato già alla fine degli anni Settanta da Dino Gavina e tornato a vivere nel 2017 grazie a Gherardo Tonelli, Paradisoterrestre nel suo nuovo corso spazia tra passato e futuro, riedizioni di pezzi storici e nuove collezioni.

Nel 2018 Paradisoterrestre ha aperto le porte della sua prima casa a Bologna, un affascinante appartamento al primo piano di un palazzo storico in via De’ Musei 4, nella centralissima zona del Quadrilatero a pochi passi da Piazza Maggiore, affidandone la direzione creativa a Pierre Gonalons.

Nell'ambito di ART CITY Segnala 2019 in occasione di Arte Fiera, Paradisoterrestre ospita la sua prima mostra nel nuovo spazio recentemente inaugurato. L’intento di UltraMatta è quello di presentare in anteprima la riedizione in versione limitata di Margarita e Sacco Alato di Roberto Matta (1911-2002), e allo stesso tempo puntare i riflettori su una delle personalità più interessanti e stimolanti dello scorso secolo, con la sua produzione poliedrica al crocevia fra arte e design, nell’ambito di una diffusa rivalutazione della sua importanza a livello internazionale.

A distanza di quasi 50 anni dai primi prototipi e dai pochissimi esemplari prodotti, la riedizione di Margarita e Sacco Alato è resa possibile grazie alla collaborazione con Alisée Matta, figlia dell’artista. Queste “opere d’arte funzionali” rappresentano in modo esemplare il concetto di Ultramobile, operazione pensata da Dino Gavina nel 1971 col fine di adattare in modo sorprendente l’oggetto surrealista all’uso quotidiano. Margarita è stata fusa in bronzo la prima volta per fermare un’idea: un contenitore aperto come una margherita, un fusto trasformato in trono tribale.

Sacco Alato nasce in fonderia mentre si realizza Margarita: un sacco di sabbia fuso e spaccato in due, una seduta/scultura con grossi sassi trovati per strada come piedi. Per documentare lo speciale rapporto che lega questo artista di fama internazionale alla città di Bologna proprio attraverso la fruttuosa collaborazione con l’imprenditore bolognese, verranno esposte le inedite prime bozze disegnate da Matta nello stabilimento di Gavina su una tavola di legno di grande formato. In mostra anche un eccezionale prototipo di Margarita, proveniente dall’archivio privato dell’artista: tra ready- made dadaista e objet trouvé surrealista, a dimostrazione di quanto il design sia sempre più e soprattutto territorio di confine.

Completano l’esposizione due pezzi iconici dall’archivio storico Paradisoterrestre, che raccontano la sorprendente avventura di Roberto Matta nel mondo del design: Malitte (1966), un muro che da scultura si trasforma in salotto e MAgriTTA, seduta omaggio a René Magritte che, come Margarita e Sacco Alato, fa parte dell’operazione Ultramobile del 1971. Figura seminale del movimento surrealista e mentore di diversi esponenti dell’espressionismo astratto, Matta ha contaminato con la sua esuberante forza creativa non solo la storia dell’arte ma anche quella del design. Le sue creazioni tornano a vivere oggi, con la stessa potenza: la sua firma - emoticon ante-litteram - marchia con il suo sorriso contagioso le riedizioni Paradisoterrestre di Margarita e Sacco Alato, in edizione limitata di 25 pezzi per variante. Diceva di se’: “Io non m’interesso che allo sconosciuto e lavoro per sorprendermi.” Che UltraMatta sia per voi una sorpresa.

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Roberto Matta
Margarita

Edizione Paradisoterrestre 2019 Prima produzione: Simon International – Collezione Ultramobile, 1971

Materiali: fusione in bronzo  Dimensioni: L 88 | P 48 | H 135 cm  86 kg

Roberto Matta
Margarita

Edizione Paradisoterrestre 2019 Prima produzione: Simon International – Collezione Ultramobile, 1971

Materiali: fusione in alluminio Dimensioni: L 88 | P 48 | H 135 cm 28 kg

Roberto Matta
Sacco Alato

Edizione Paradisoterrestre 2019 Prima produzione: Simon International – Collezione Ultramobile, 1971

Materiali: fusione in bronzo, poliuretano sagomato rivestito in velluto di ciniglia Dimensioni:L 125 | P 80 | H 67 cm 60 kg

Roberto Matta
Sacco Alato

Edizione Paradisoterrestre 2019 Prima produzione: Simon International – Collezione Ultramobile, 1971

Materiali: fusione in alluminio, poliuretano sagomato rivestito in velluto di ciniglia Dimensioni:L 125 | P 80 | H 67 cm 20 kg