L’avventura straordinaria di Dino Gavina ha inizio con l’apertura di un laboratorio di tappezzeria in Via Castiglione a Bologna. Qui nel dopoguerra si ritrova ad utilizzare materiali di recupero per forniture militari e ferroviarie e inizia a produrre e commercializzare i primi mobili.

Interessato ed appassionato di letteratura, arti visive e teatro; diremmo oggi, “viaggia ed incontra gente”, ma coglie in ciò il genio e l’opportunità di creare cose e personaggi: è questa la miscela creativa di Dino Gavina. Instancabile regista di persone, cose, fatti scaturiti dal suo immaginario, un vortice in continuo movimento che corona tutta la sua vita. Incontri con personaggi, che crea talvolta egli stesso. Con Lucio Fontana stringe una bellissima amicizia. Frequenta Milano e alla X Triennale conosce i fratelli Castiglioni; alla XI nel 1957 l’incontro con Kazuhide Takahama, che ha realizzato il Padiglione del Giappone; a Venezia incrocia Carlo Scarpa, che nel 1960 diventerà presidente della Gavina spa, dove verranno prodotti i primi pezzi di suo figlio Tobia… Una vita costellata da personaggi straordinari.

Il negozio Gavina realizzato da Carlo Scarpa in Via Altabella a Bologna, lo straordinario padiglione espositivo di San Lazzaro di Savena dei Castiglioni, moderne architetture che possiamo ancora ammirare, dove si svolsero le memorabili serate di Man Ray e Marcel Duchamp. Proprio a San Lazzaro nasce nel 1967 il Centro Duchamp, in suo omaggio, dove lavoreranno futuri artisti cinetici al fianco di grandi maestri, un progetto di arte fatta in serie per nuovi fruitori.

Lunghissima è la lista di artisti con cui ha collaborato, occupandosi di una miriade di mondi, questo è infatti il lato sfaccettato e poliedrico di Dino Gavina. Note le sue aziende Gavina, Flos, Simon, Sirrah, Paradisoterrestre: la passione di realizzare mobili, lampade, arredo per interno ed esterno, nella linea rigorosa del disegno industriale, che in parte deve a lui l’apertura di nuovi orizzonti.

– Ilka Alessandra Gavina

Ph. Margherita Cecchini

Dino Gavina

In collaborazione con il Comune di Bologna, la mostra Cento % Dino si articola in una polifonia di eventi espositivi in luoghi significativi della città e – con la consapevolezza dell’impossibilità di circoscrivere tale personalità – offre un’occasione per apprezzare selezionati tratti distintivi del fondatore di Paradisoterrestre, in una narrazione corale fatta di oggetti, valori e ideali.

Non a caso nel titolo compare il nome Dino, a rimarcare quanto le sue caratteristiche personali di catalizzatore della creatività e di sovversivo – come si auto-definiva nel suo biglietto da visita – siano state rilevanti nelle molteplici avventure imprenditoriali (Gavina, Flos, Simon, Sirrah, Paradisoterrestre,…) che hanno contribuito a scrivere la storia del design. Una storia personale e professionale fatta di relazioni con alcune tra le figure più importanti del mondo della cultura e della progettazione come Carlo Scarpa, Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Ignazio Gardella, Kazuhide Takahama, Marcel Breuer, Man Ray, Marcel Duchamp, Lucio Fontana, Roberto Matta, Tobia Scarpa, Luigi Caccia Dominioni, Enzo Mari,…ma anche con una città, Bologna, che oggi ne omaggia la straordinarietà.

Comunicato stampa

Cento % Dino_Paradisoterrestre

Light Box:

70 x 70 cm o 100 x 100 cm

Ph. Margherita Cecchini, 2001

In mostra presso galleria Paradisoterrestre

Collezione Ultramobile 

 

Margarita di Roberto Matta, 1971
(Edizione Paradisoterrestre 2019)

Le Témoin di Man Ray, 1971
(Edizione Paradisoterrestre 2020)

Sacco Alato di Roberto Matta, 1971
(Edizione Paradisoterrestre 2019)

Ron Ron di Marion Baruch, 1972

Les Grands Trans-Parents di Man Ray, 1971

Fausto di Novello Finotti, 1972
(Edizione Paradisoterrestre 2018)

Traccia di Meret Oppenheim, 1972

MAgriTTA di Roberto Matta, 1971

 

In mostra presso galleria Paradisoterrestre

La casa nella casa

Riproduzione 1:1 della “casa nella casa”, una sorta di rifugio, un “cubo” nel quale isolarsi, che Dino Gavina realizzò all’interno della propria abitazione.

In mostra presso Sala d’Ercole – Palazzo d’Accursio